Cinema e omosessualità – 1

Personalmente ho sempre trovato fuori luogo la definizione ‘cinema gay’: non ha senso di esistere perché si autoghettizza facendo intendere che sono indicati solamente a un determinato pubblico.
Preferisco quindi parlare di cinema e analizzare come determinati film affrontino il tema dell’omosessualità, troppo spesso in maniera totalmente superficiale.
Ovviamente non parlo di quei film che inseriscono scene al limite dell’ erotico (specialmente tra due donne) solamente per farsi pubblicità.
Non ho nemmeno visto tutti i titoli appartenenti alla ‘categoria’ quindi mi limiterò a parlare di ciò che conosco.

Uno dei film che ha avuto più successo è senza dubbio Brockeback mountain di Ang Lee, una storia d’amore tra due uomini ambientata nel mondo virile per eccellenza: quello dei cowboy. Il regista ha il merito di aver sdoganato gli stereotipi dell’ uomo gay portando sullo schermo due ragazzi decisamente maschili lontani dai soliti cliché, ma non riesco a considerarlo un capolavoro, è ‘solamente’ una bella storia che troppo spesso strizza l’occhio al facile sentimentalismo. Però mi sono sempre chiesta se con un altro nome alla regia (magari meno importante) e altri attori (magari meno piacenti) avrebbe avuto lo stesso successo.
Sul versante dell’ omosessualità femminile invece uno dei titoli più importanti (non a livello di quello di Ang Lee perché comunque si tratta di una produzione indipendente) è L’altra metà dell’ amore, film che ci mostra la storia tormentata tra due adolescenti che finisce col dramma (cosa che ha in comune con Brockeback mountain).
Il film non mi è piaciuto per nulla (salvo la recitazione di alcune attrici) anche perché ho trovato decisamente forzata tutta la parte finale e soprattutto poco interesse ad approfondire i personaggi.
Non sono contro i ‘drammi’ a prescindere, anzi se sono ben fatti spesso li preferisco, ma sembra che per rendere un film che affronti l’omosessualità non vada bene il lieto fine.
Quindi voglio citare due film che sotto un’ apparente leggerezza parlano di omosessualità in maniera, a mio parere, impeccabile (o quasi).
Uno è Mambo Italiano, commedia canadese che gioca molto sugli stereotipi dell’ italiano medio alla reazione di un figlio omosessuale (ma sinceramente non mi ha infastidito questa immagine anzi è stata resa in maniera estremamente ironica e non pesante) e che illustra l’accettazione senza cadere nel banale o nel drammatizzare eccessivamente.
L’altro è I can’t think a straigh (film purtroppo inedito in Italia), commedia inglese che ci mostra l’innamoramento di due donne e della difficoltà di vivere liberamente la loro storia, senza usare stereotipi ma in maniera divertente e non per questo con meno significato di L’altra metà dell’ amore e simili.

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Autore: theblairwitch

'Il cinema non è un pezzo di vita, è un pezzo di torta.'

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