‘Non mi rivedrai per molto tempo…

‘Non mi rivedrai per molto tempo. Comunque… non prima di domani sera!

(La finestra sul cortile)

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Film da riscoprire – Gattaca (1997)

gattaca2203Gattaca, oltre ad essere ampiamente sottovalutato, è uno dei miei film di fantascienza preferiti.
Ciò che ho sempre apprezzato è l’aspetto psicologico della pellicola e l’analisi di una moderna lotta di classe, dove non abbiamo ricchi e poveri ma ‘validi’, ovvero individui geneticamente perfetti, e ‘non validi’, nati in maniera naturale e destinati a doversi accontentare di lavori umili ed essere esclusi dai vertici della società.
Ed è in questo scenario che ci troviamo di fronte a un uomo, un ottimo Ethan Hawke, geneticamente non perfetto ma disposto a tutto pur di coronare i suoi sogni.
Il film non entra troppo nello specifico dell’ aspetto scientifico e tecnico, nonostante alcuni chiari riferimenti alla genetica, ma vuole più che altro analizzare i rapporti umani e sociologici.
Infatti Gattaca affronta il tema del diverso in un’ ottica che potrebbe sembrare lontana dal nostro mondo ma l’eugenetica (perché di questo si tratta anche se in maniera estremizzata) è qualcosa di estremamente reale.
È un film che offre diversi spunti di riflessione ed è assolutamente da guardare almeno una volta.
Non ho mai apprezzato totalmente la fine, troppo buonista per i miei gusti, anche se è giusto non essere totalmente cinici e disillusi.
Oltre ad Hawke il cast comprende Uma Thurman, Jude Law e Alan Arkin, diretti in maniera davvero buona da Andrew Niccol, alla sua prima prova da regista.

‘Ci ho guadagnato di più io: non ti ho prestato che il mio corpo; tu mi hai prestato i tuoi sogni.’

Dylan Dog – Il film (2010)

dylan-dog-film-largeDylan-Dog-il-film.jpgDylan Dog – Il Film è senza dubbio uno dei peggiori film che abbia visto negli ultimi cinque anni.
Sapevo dall’ inizio che mi avrebbe deluso ma per non fare la pseudointellettuale snob lo guardai ugualmente.
Risultato: un simil splatter di serie B che non ha nulla in comune con l’omonimo fumetto da cui è tratto.
Ovviamente chi è fan del personaggio bonelliano reputa assurda una trasposizione del genere, dove non riesce minimamente a riconoscere gli elementi che gli hanno fatto amare quell’antieroe di carta.
Perché il film di Dylan Dog conserva solo il nome e l’abbigliamento del personaggio, tutto il resto è lontano anni luce.
Non mi sono arrabbiata perché è ambientato a New Orleans anziché a Londra, certo è improbabile vedere Dylan tranquillo in un’ altra città ma non è un vero problema, nemmeno perché non c’è Groucho, nonostante sia un personaggio fondamentale, e neanche per il colore del maggiolone o perché indossa delle Converse al posto delle Clarks (dovevano americanizzarlo in tutto ovviamente), ciò che mi ha profondamente deluso è l’assenza totale dell’atmosfera malinconica, ma al tempo stesso romantica, che si respira nel fumetto.
Non basta mettere un belloccio per interpretare un personaggio come Dylan, con mille sfumature e con una personalità ben definita.
Invece Brandon Routh, oltre ad avere un viso completamente inespressivo, non riesce a dargli la giusta profondità, ovviamente non potevo sperare di vedere Rupert Everett (Sclavi si ispirò a lui per l’aspetto di Dylan) ma almeno qualcuno che si avvicinasse di più e magari britannico!
Probabilmente a chi non conosce l’investigatore dell’ incubo il film può risultare gradevole ma si fa un’ idea completamente sbagliata del fumetto.
E mi chiedo se fosse davvero necessario questo adattamento, alcune opere devono restare sulla carta per evitare di far danni e creare inutili delusioni.

‘La figata di essere un morto vivente? Non devi fare più jogging.’