Io e il calcio

Torno a scrivere sul Blog dopo tanti mesi e per parlare di qualcosa di molto distante dal cinema: il calcio.

Perché amo il calcio? Me lo chiedo almeno da una decina d’anni. È bello indubbiamente, ma a livello puramente estetico preferisco nettamente altri sport: tennis, pallavolo, atletica leggera tra tutti. Però nessuno riesce a farmi appassionare quanto quei rudi che corrono dietro a una palla. Detesto ciò che gira intorno al mondo del pallone e credo che ormai sia rimasto davvero poco del lato romantico che mi aveva fatto innamorare da bambina, però non riesco ad arrabbiarmi per un acquisto assurdo della mia squadra o perché la mia nazionale fa sempre peggio nei grandi palcoscenici. Viene fuori tutta la mia tifoseria media italiana e questo vuol dire che tra me e il calcio, purtroppo, sarà sempre amore. Ma sono una vecchia romantica e mi piace pensare alle bandiere, a coloro che giocano non solo per i soldi ma anche per i colori di una maglia. Ormai i calciatori cambiano squadra alla velocità della luce e faccio fatica a ricordarmi dove giocano! Trovare delle bandiere nella serie A attuale è raro, son rimasti solo Totti nella Roma, Di Natale nell’ Udinese e Conti nel Cagliari. Ma è più facile trovare chi in tre anni di carriera gioca in almeno sedici squadre diverse.
Mi dicono che questo sia il calcio moderno e devo adeguarmi, io probabilmente son vecchia dentro ma rimpiangerò sempre i miei Maldini e Costacurta mentre dei vari Ibra posso farne a meno.
Mi piace pensare che prima o poi ci sarà un ritorno al passato, utopia ma sognare fa bene. In fondo non ho detto che spero che il Milan vinca lo scudetto!

Annunci