Robin Hood

Inizio questa nuova rubrica con uno degli ‘eroi’ più conosciuti ed amati (e purtroppo anche tra i più bistrattati): Robin Hood.

Tutti conoscono la leggenda di Robin, un nobile inglese decaduto che diventa un bandito atipico rubando ai ricchi per aiutare i poveri.
E ovviamente il cinema non poteva permettersi di non celebrare un personaggio del genere: i film a lui dedicati sono numerosi e il primo risale addirittura al 1908 quando il cinema era ancora muto.
Non voglio assolutamente analizzare tutta la filmografia dedica all’ eroe di Sherwood (anche perché sarebbe un’ impresa impossibile) ma soffermarmi sui titoli più significativi e sopratutto su quelli che preferisco.

Uno dei più importanti è La leggenda di Robin Hood del 1938, diretto da Michael Curtiz (colui che qualche anno dopo darà alla luce Casablanca) e da William Keighley,  mentre tra gli attori troviamo Errol Flynn e Olivia de Havilland, rispettivamente nei ruoli di Robin e della sua amata Marian. La pellicola vinse anche tre Oscar tecnici (miglior scenografia, miglior montaggio e miglior colonna sonora).

Per trovare un altro titolo significativo dobbiamo arrivare al 1976 con Robin e Marian, film diverso dai Robin Hood a cui il pubblico era abituato sino ad allora perché si concentra per lo più sulla caratterizzazione dei personaggi e l’azione è in secondo piano. L’ottima fotografia contribuisce a dare un’ aria malinconica che rende il tutto molto affascinante. Il cast comprendeva grandi nomi: Sean Connery (Robin), Audrey Hepburn (Marian), Robert Shaw (Sceriffo di Nottigham), Richard Harris (Re Riccardo), Iam Holm (principe Giovanni).

Ora passiamo direttamente agli anni novanta, 1991 per l’esattezza, per trovare il simbolo moderno di Robin Hood: Kevin Costner in Robin Hood – Il principe dei ladri.
Simbolo non tanto perché il film sia un capolavoro, anzi personalmente non mi ha mai fatto impazzire, ma perché ha segnato una svolta nella rappresentazione dell’eroe inglese, rendendolo appunto più moderno e mescolando bene azione e romanticismo (e in Robin Hood questo non può mancare!).
Nel ruolo di Robin troviamo Kevin Costner che, nonostante abbia vinto un Razzie Award come peggior attore protagonista, risulta credibile nei panni del principe dei ladri, Mary Elizabeth Mastrantonio in quelli di Lady Marian, Morgan Freeman nel personaggio inedito di Azeem, amico di Robin, Alan Rickman in quelli dello sceriffo di Nottingham e Sean Connery interpreta, per un minuto, Re Riccardo.
Ciò che non ho mai apprezzato è l’eliminazione del Principe Giovanni, personaggio che personalmente ho sempre trovato affascinante.

L’ultimo adattamento è invece del 2010, Robin Hood diretto da Ridley Scott e interpretato da Russel Crowe. Il film narra le avventure di Robin prima di diventare fuorilegge e ovviamente non manca la sua dolce metà (diventata Marion)  interpretata da Cate Blanchett.

Però tra questi titoli non ci sono i miei preferiti, quelli che mi hanno fatto innamorare del signor Hood.
Il primo è la trasposizione della Disney nel 1973 (Robin Hood), dove troviamo una volpe a dare il volto a Robin e anche tutti gli altri personaggi sono rappresentati da animali antropomorfi.
È un cartone davvero stupendo, dolce e ironico, adatto assolutamente a tutti e soprattutto che mantiene ancora quella magia che manca ai cartoni odierni (ovviamente questo è un parere personale).

Il secondo è la commedia di Mel Brooks, Robin Hood un uomo in calzamaglia ed è principalmente una parodia del film del 1991. Ed è una delle parodie che preferisco, fatta in maniera intelligente (d’altronde parliamo di Brooks) e che anche a distanza di vent’anni rimane fresca e piacevole.
Qui il ruolo di Robin è affidato a Cary  Elwes (una delle mie tante cotte adolescenziali almeno sino a quando non l’ho visto in Saw!). Anche il doppiaggio italiano stavolta non fa danni, anzi alcuni adattamenti sono perfetti: ‘Io non sono come tutti gli altri Robin Hood, io non ballo coi lupi’ al posto di ‘Io sono diverso dagli altri Robin Hood perché posso parlare con accento britannico’ rende perfettamente l’idea.