Dylan Dog – Il film (2010)

dylan-dog-film-largeDylan-Dog-il-film.jpgDylan Dog – Il Film è senza dubbio uno dei peggiori film che abbia visto negli ultimi cinque anni.
Sapevo dall’ inizio che mi avrebbe deluso ma per non fare la pseudointellettuale snob lo guardai ugualmente.
Risultato: un simil splatter di serie B che non ha nulla in comune con l’omonimo fumetto da cui è tratto.
Ovviamente chi è fan del personaggio bonelliano reputa assurda una trasposizione del genere, dove non riesce minimamente a riconoscere gli elementi che gli hanno fatto amare quell’antieroe di carta.
Perché il film di Dylan Dog conserva solo il nome e l’abbigliamento del personaggio, tutto il resto è lontano anni luce.
Non mi sono arrabbiata perché è ambientato a New Orleans anziché a Londra, certo è improbabile vedere Dylan tranquillo in un’ altra città ma non è un vero problema, nemmeno perché non c’è Groucho, nonostante sia un personaggio fondamentale, e neanche per il colore del maggiolone o perché indossa delle Converse al posto delle Clarks (dovevano americanizzarlo in tutto ovviamente), ciò che mi ha profondamente deluso è l’assenza totale dell’atmosfera malinconica, ma al tempo stesso romantica, che si respira nel fumetto.
Non basta mettere un belloccio per interpretare un personaggio come Dylan, con mille sfumature e con una personalità ben definita.
Invece Brandon Routh, oltre ad avere un viso completamente inespressivo, non riesce a dargli la giusta profondità, ovviamente non potevo sperare di vedere Rupert Everett (Sclavi si ispirò a lui per l’aspetto di Dylan) ma almeno qualcuno che si avvicinasse di più e magari britannico!
Probabilmente a chi non conosce l’investigatore dell’ incubo il film può risultare gradevole ma si fa un’ idea completamente sbagliata del fumetto.
E mi chiedo se fosse davvero necessario questo adattamento, alcune opere devono restare sulla carta per evitare di far danni e creare inutili delusioni.

‘La figata di essere un morto vivente? Non devi fare più jogging.’

Se non ti piace non capisci nulla – Il Corvo (1994)

Quando Il Corvo uscì al cinema ero poco più di una bambina quindi dovetti aspettare qualche anno prima di scoprirlo.
Gli amici dell’ epoca, qualche anno più grandi di me, erano ossessionati da questo film, era decisamente un cult per la generazione nata alla fine degli anni settanta e tutti amavano alla follia Brandon Lee, lo sfortunato protagonista (Lee infatti è deceduto durante le riprese per un colpo accidentale di pistola).
Ovviamente non potevi dire che non lo trovavi un capolavoro perché significava non capire nulla ed essere insensibile ma in realtà Il Corvo è un film che deve la sua fama per la tragedia di Lee piuttosto che per un valore reale.

Il film non è un’ opera originale, infatti si basa sul fumetto omonimo di fine anni ottanta: una giovane coppia di fidanzati viene brutalmente uccisa, il ragazzo resuscita e inizia a vendicarsi di coloro che hanno gli hanno tolto la vita (trama molto semplificata ovviamente).

Ciò che colpisce del film è senz’ altro l’atmosfera, cupa e affascinante, e la splendida colonna sonora (ciò che preferisco di tutto il film), ma non bastano per renderlo un ottimo prodotto, i dialoghi inoltre spesso sono troppo pomposi e pseudofilosofici ma non colpiscono quanto vorrebbero.

Sicuramente ha segnato una generazione ma non ha senso parlare de Il Corvo come un innovatore di un genere, il gotico, che esiste da molto prima, e di un prodotto originale, visto che la vendetta è uno dei temi più usati al cinema e non solo.


Tutto il potere del mondo è contenuto negli occhi amico mio, e a volte essi sono più utili delle persone cui appartengono!