Il Sospetto

ilsospetto_mikkelsen


Il sospetto è uno di quei film che ti lascia un senso di vuoto e impotenza una volta terminata la visione. Sopratutto perché l’argomento trattato, la pedofilia, è uno di quei temi che generalmente colpiscono l’uomo nel profondo. Il regista, Thomas Vinterberg, ci mostra come un’accusa infondata, e lo spettatore lo sa dall’inizio, possa distruggere la vita di un uomo rispettato da tutta la comunità. Le parole di una bambina vengono subito considerate certe perché “i bambini hanno sempre ragione” e nessuno crede all’innocenza dell’uomo.

Vinterberg è bravissimo nel renderci partecipi di questa caccia (il titolo originale Jagten infatti significa Caccia e rende alla perfezione l’intera visione del filmall’uomo, in maniera quasi soffocante e opprimente; è semplice parteggiare per il protagonista, perché sappiamo che non ha commesso alcun reato, ma quante volte nella realtà ci ritroviamo dalla parte opposta? È molto più facile cadere nella trappola in cui cadono gli abitanti della comunità e accusare qualcuno senza nessuna prova certa. 

Infatti le sequenze finali dimostrano quanto sia in realtà difficile riuscire a superare un’accusa del genere, anche dopo la piena assoluzione.

Magistrale l’interpretazione di Mads Mikkelsen, attore danese che meriterebbe sicuramente ampi riconoscimenti, nel ruolo del protagonista disperato e turbato ma allo stesso tempo deciso a chiarire la sua innocenza.

Consiglio a tutti la visione di questo, per me, capolavoro, perché è una lezione di vita, oltre che un bellissimo film. A cui avrei anche dato l’Oscar come miglior film straniero nel 2014, al posto del nostro La grande bellezza.

“The world is full of evil but if we hold on to each other, it goes away.”

 

Annunci

Oscar 2014

oscar_imageL’ultima edizione degli Oscar non ha riservato particolari sorprese e, personalmente, sono rimasta molto soddisfatta.
Iniziamo dalla statuetta più importante, quella come miglior film, andata a 12 anni schiavo: sicuramente era il favorito della vigilia, per molti il prodotto tipico che strizza l’occhio all’ Academy ma oggettivamente è un ottimo film, forse a tratti pesante ma comunque con dietro un regista davvero capace (infatti consiglio vivamente la visione di Hunger e Shame due titoli davvero belli) e un cast di grande livello. Inoltre ha vinto anche i premi come miglior sceneggiatura non originale e come attrice non protagonista. Ed io avrei premiato come regista  McQueen, in realtà la mia prima scelta sarebbe stata Spike Jonze ma visto che non è stato nemmeno nominato il tifo è andato a 12 anni schiavo, invece il premio è andato a Cuaron per il suo Gravity, film godibile ma non mi ha mai convinto come ‘film da Oscar’ (però devo premettere che non l’ho visto al cinema e secondo molte persone l’unica visione per questo film è appunto il cinema e in 3D).
Parlando di Gravity è stato il film più premiato, vincendo sette statuette su dieci nomination, ampiamente pronosticabili quelli tecnici: Migliori effetti speciali, Miglior fotografia (quello più ‘criticato perché il film è girato in gran parte in CGI), Miglior montaggio, Miglior colonna sonora, Miglior sonoro e Miglior montaggio sonoro.
La più grande sorpresa, gradita, l’ha regalata la vittoria come miglior sceneggiatura originale di Her di Jonze, il film che ho preferito in assoluto tra tutti i candidati e tuttora penso sia stato un delitto non candidare Phoenix tra i migliori attori.
Ed è appunto questa la categoria più discussa, in molti speravano potesse vincere finalmente DiCaprio ma anche stavolta è rimasto a bocca asciutta, infatti ha ricevuto il riconoscimento Mattew McConaughey per la sua (splendida) interpretazione di un malato di AIDS. Le critiche si sono sprecate e tutti a gridare quasi allo scandalo ma la verità è che McConaughey ha meritato ampiamente quel premio, nemmeno la vittoria di DiCaprio sarebbe stato un furto a mio parere ma i buon Mattew in Dallas Buyers Club ha dimostrato di essere un attore con la A maiuscola, non un semplice attoruncolo da commedie e solo chi non ha visto il film può sparare a zero.
Dallas Buyers Club ha regalato anche il premio al miglior attore non protagonista a Jared Leto: anche questo meritato e Leto dimostra di essere un attore notevolmente in crescita ma a gusto personale avrei premiato Michael Fassbender per 12 anni schiavo.
Tra le attrici invece hanno dominato la scena Cate Blanchett per quello come miglior attrice protagonista (probabilmente l’Oscar più scontato alla vigilia ma oggettivamente in Blue Jasmine ci ha regalato una delle sue migliori interpretazioni, forse seconda solo a Elizabeth) e Lupita Nyong’o come miglior attrice non protagonista.
Poi c’è stato il premio che ha fatto contenti (quasi) tutti gli italiani: l’Oscar come miglior film straniero per La grande bellezza. Dopo quindici anni finalmente un film italiano è tornato ad essere protagonista nella serata più importante per il cinema, Sorrentino con un ottimo film (può non piacere e risultare pesante ma ha un attore protagonista, Servillo, fantastico e una regia degna di questo nome) ha conquistato i giurati e poco importa se per farlo ha strizzato un po’ troppo l’occhio agli americani perché per una volta dobbiamo riconoscere a un nostro talento la sua effettiva bravura. Io a mio gusto ho preferito Il sospetto nella sua categoria ma sono felice abbia vinto Sorrentino sia per un possibile rilancio del cinema italiano sia perché stiamo comunque parlando di un buon prodotto e non di un film mocciano.

Premi Oscar 2014

image

Il 16 Gennaio sono state rese note le nomination della 86° edizione degli Oscar che si terrà il 2 Marzo.
Ciò che salta subito agli occhi è l’esclusione di A proposito di Davis dei Fratelli Coen dalle categorie maggiori, infatti ha ricevuto solo due nomination in quelle tecniche.

Gli altri ‘grandi esclusi’ sono Tom Hanks, Robert Redford e Joaquin Phoenix come migliori attori, Emma Thomson come migliore attrice e di Oprah Winfrey come miglior attrice non protagonista.
Guidano le candidature Gravity e American Hustle con dieci nomimation, seguiti da 12 anni schiavo con nove, Captain Phillips – Attacco in mare aperto, Nebraska e Dallas Buyers Club con sei.

MIGLIOR FILM
12 anni schiavo (Steve McQueen) American Hustle (David O. Russell)
Captain Phillips (Paul Greengrass)
Dallas Buyers Club (Jean-Marc Vallée)
Gravity (Alfonso Cuarón)
Her (Spike Jonze)
Nebraska (Alexander Payne) Philomena (Stephen Frears)
The Wolf of Wall Street (Martin Scorsese)

Il favorito sembra essere 12 anni schiavo, fresco vincitore del Golden Globe e del Critics’ Choice Award, ma potrebbero avere ottime chance anche Gravity e American Hustle. Io premierei ad occhi chiusi Her ma credo abbia le stesse possibilità che ha il Milan di vincere il campionato quest’anno.

MIGLIOR REGISTA
David O. Russell (American Hustle)
Alfonso Cuarón (Gravity)
Alexander Payne (Nebraska)
Steve McQueen (12 anni schiavo) Martin Scorsese (The Wolf of Wall Street)

Alfonso Cuaron parte favorito ma potrebbe esserci benissimo anche la vittoria di Steve McQueen, il mio preferito in questa categoria.

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Christian Bale (American Hustle) Bruce Dern (Nebraska)
Leonardo DiCaprio (The Wolf of Wall Street)
Chiwetel Ejiofor (12 anni schiavo)
Matthew McConaughey (Dallas Buyers Club)

Potrebbe essere finalmente l’anno di DiCaprio, alla sua quarta nomination e spesso considerato ingiustamente escluso, però dovrà vedersela con la forte concorrenza di Matthew McConaughey. In questa categoria non ho nessun preferito vista l’assenza del mio vincitore morale: Joaquin Phoenix.

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Amy Adams (American Hustle)
Cate Blanchette (Blue Jasmine)
Sandra Bullock (Gravity)
Judi Dench (Philomena)
Meryl Streep (I segreti di Osage County)

La statuetta come miglior attrice dovrebbe vedere in pole position Cate Blanchett, seguita dalla Adams. Io spero vinca la Blanchett, due spanne sopra le avversarie, anche se mi sarebbe piaciuto vedere tra le nominate July Delpy per la sua splendida interpretazione in Before Midnight (però ha ricevuto la nomination come migliore sceneggiatura non originale).

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Barkhad Abdi (Captain Phillips) Bradley Cooper (American Hustle)
Michael Fassbender (12 anni schiavo)
Jonah Hill (The Wolf of Wall Street)
Jared Leto (Dallas Buyers Club)

I favoriti sono Jared Leto e Michael Fassbender, col primo in leggero vantaggio. Il mio tifo va a Fassbender perché dimostra di avere spessore e carisma al pari di colleghi più rinomati.

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA 
Sally Hawkins (Blue Jasmine)
Lupita Nyong’o (12 anni schiavo)
Jennifer Lawrence, (American Hustle)
Julia Roberts (I segreti di Orange County)
June Suibb (Nebraska)

Le favorite per la vittoria sono la Lawrence (vincitrice del Golden Globe e alla sua terza nomination a soli ventitrè anni) e la Nyong’o (vincitrice del Critics’ Choice Award), anche se potrebbe riservare qualche sorpresa la Hawkins, cosa che personalmente mi auguro.

MIGLIOR FILM STRANIERO
Alabama Monroe – Una storia d’amore, regia di Felix Van Groeningen 
La grande bellezza, regia di Paolo Sorrentino
Il sospetto, regia di Thomas Vinterberg
The Missing Picture, regia di Rithy Panh
Omar, regia di Hany Abu-Assad

Qui i favoriti potrebbero essere La grande bellezza e Il sospetto. Ovviamente la parte nazionalista prende il sopravvento e spero possa vincere Sorrentino ma la vittoria del film danese non sarebbe assolutamente un furto.

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE:
David O. Russell e Eric Warren Singer -American Hustle
Woody Allen – Blue Jasmine
Craig Borten e Melisa Wallack- Dallas Buyers Club
Spike Jonze – Her
Bob Nelson – Nebraska

In questa categoria spero nella vittoria di Jonze, anche se non mi dispiacerebbe nemmeno l’affermazione di Allen

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Richard Linklater, Julie Delpy e Ethan Hawke – Before Midnight
Steve Coogan e Jeff Pope – Philomena
John Ridley – 12 anni schiavo
Terence Winter – The Wolf of Wall Street
Billy Ray – Captain Phillips

Come miglior sceneggiatura non originale vorrei vincesse Before Midnight, davvero un ottimo film.

Charlize Theron

image

Non ho mai considerato Charlize Theron solo un ‘bel faccino’, anzi troppo spesso credo che la sua bellezza abbia avuto un ruolo negativo nella sua carriera.
Però è arrivato il momento di ammettere che non è un’ attrice fenomenale, è un’ attrice nella media, con alcune interpretazioni eccellenti ed altri ruoli meno riusciuti.
La Theron è una di quelle attrici che ha preso parte ad ogni genere di film, dalle commedie alla fantascienza senza tralasciare ovviamente i drammi, dimostrando di essere estremamente versatile.
Però ora arriva la fatidica domanda: basta ricoprire ruoli diversi tra loro per gridare al miracolo? Assolutamente no. Ma non condivido nemmeno chi la considera mediocre perché ha dimostrato di essere migliore di alcune sue colleghe; indubbiamente all’ inizio della carriera, a metà degli anni Novanta, ciò che balzava agli occhi era la sua incredibile bellezza: sia nel L’avvocato del diavolo, film che l’ha fatta conoscere al grande pubblico, sia nelle pellicole successive (Le regole della casa del sidro e La leggenda di Bagger Vance) il suo lato interpretativo passa in secondo piano (dimostra comunque di avere qualcosa in più quando interpreta la consorte tormentata di Johnny Depp in La moglie dell’ astronauta, film abbastanza enigmatico).
Successivamente prende parte a numerose pellicole (Sweet November, Amici di… letti e Italian Job tra tutti) ma i ruoli da protagonista non riescono a farle fare il salto di qualità, che avviene invece nel 2003 quando interpreta la serial killer Aileen Wuornos in Monster.
Per questo ruolo la bellissima Charlize dovette ingrassare di oltre quindici chili e imbruttirsi, questo le valse la vittoria di un Oscar (non esente comunque da numerose critiche) e l’attenzione da parte del pubblico e dei critici. Negli anni successivi però continua ad alternare alti e bassi: dimostra di avere carisma e personalità in North County (che le vale un’ altra nomination agli Oscar) e Nella valle di Elah, però allo stesso tempo prende parte a film mediocri come Aeon Fleux e al deludente Gioco di donna (film che aveva tutte le qualità per essere un’ ottima pellicola).
In definitiva secondo me la Theron deve ancora trovare la giusta dimensione e dimostrare di essere all’ altezza della fama che si è creata dopo Monster, perché una bella attrice deve essere credibile anche esaltando la sua bellezza, altrimenti alimentiamo solo i cliché maschilisti e banali.

Forrest Gump

Forrest Gump è uno di quei film spesso e volentieri chiamati ‘capolavoro’, osannati dalla critica e amati dal pubblico, vincitore inoltre di numerosi Oscar (sei statuette su tredici nomination).
Io sono una voce fuori dal coro (in realtà sul web si possono leggere diverse opinioni che ritengono eccessivo il termine capolavoro per il film di Zemeckis), pur apprezzando Forrest Gump credo sia uno di quei prodotti confezionati appositamente per ‘smuovere’ le coscienze e a provare una forte empatia col protagonista, perché ammettiamolo nessuno può trovare insopportabile Forrest o sperare che fallisca.
Non so se in questo caso sia giusto di parlare di film sopravvalutato perché comunque si tratta di un buon film, con un ottimo cast (Oscar meritato per Hanks e una bella prova anche per Robin Wright) e dietro la macchina da presa c’è un regista che sa svolgere bene il suo lavoro (ma considero comunque  migliori altri suoi lavori), però mi sono sempre domandata cosa vedessero le persone di così profondo che io non riuscissi a cogliere, io vedevo semplicemente una bella storia non qualcosa di trascendentale che segna il mondo del cinema.
Nel 1995 vinse il premio Oscar come miglior film (a discapito di tre film, a parer mio, superiori: Pulp fiction, Le ali della libertà e persino quel Quiz Show dimenticato da troppi), miglior regista (se non ci fosse stata la presenza di Krzysztof Kieślowski non avrei avuto nulla da ridire), miglior attore, miglior sceneggiatura non originale (come nella categoria miglior film consideravo superiori le altre alternative), migliori effetti speciali e miglior montaggio.
Non credo che questi sei Oscar siano uno scandalo, credo solamente che Forrest Gump si sia venduto bene ma è lontano da quelli che io considero ‘film da Oscar’.
Ma ovviamente de gustibus non disputandum est.

Winona Ryder

Qualche giorno fa parlando con la mia metà sugli attori sottovalutati e sopravvalutati mi ha fatto il nome di Winona Ryder e lì ho iniziato a pensare se fosse realmente così. Premetto che la Ryder non mi è mai dispiaciuta come attrice e in un certo periodo era pure nella mia personalissima top ten ma credo sia eccessivo definirla sottovalutata, solamente ha spesso fatto scelte altamente discutibili.
Il suo talento è fuori discussione, soprattutto all’ inizio della sua carriera dimostrò di avere le tutte le carte in regola per essere una delle attrici migliori della sua generazione, recitò in maniera magistrale la parte dell’ adolescente problematica in diverse pellicole (Beetlejuice, Edward mani di forbice e soprattutto Sirene) facendo ben sperare per il futuro.
All’ inizio degli anni novanta all’apice della sua carriera ci delizia con ruoli impeccabili in film importanti: Dracula di Bram Stoker, La casa degli spiriti, L’età dell’innocenza e Piccole donne (per gli ultimi due film ricevette anche la nomination agli Oscar).
Successivamente la sua carriera è stata costellata da alti e bassi, dovuti anche alle sue disavventure personali, e purtroppo, a parte la meravigliosa interpretazione in Ragazze interrotte del 1999 (dove probabilmente avrebbe meritato qualche riconoscimento), la sua carriera cinematografica non è riuscita a fare un ulteriore salto di qualità. Mi piacerebbe vederla nuovamente in qualche pellicola importante che valorizzi il suo talento ma le attrici sottovalutate sono decisamente altre.

C’era una volta l’Oscar

image

Parlando con un’ amica di cinema e di premi Oscar mi sono ritrovata a pensare se la vincita di una statuetta indica la qualità di un film. In particolare mi ha fatto riflettere una sua frase ‘L’Accademy non è legge, pensa a Morricone’.
Perché il maestro non ha mai vinto un Oscar se non quello alla carriera nel 2007 (ampiamente meritato ma sicuramente tardivo)?
Morricone ha ricevuto cinque nomination senza mai vincere e sembra quasi che quello alla carriera sia stato dato per supplire alla mancanza di averlo premiato in precedenza (cosa avvenuta anche per altri mostri sacri del cinema, tra tutti Cary Grant), ma le sue composizioni sono capolavori e di certo non inferiori ai suoi ‘avversari’ (John Williams, che comunque adoro, ha vinto cinque premi e ricevuto QUARANTATRÈ nomination, alcune esagerate a mio avviso, come quelle per la saga di Harry Potter).
Oltre al maestro secondo me sono tanti che avrebbero meritato un riconoscimento, tipo Kubrick che vinse un solo Oscar per 2001: odissea nello spazio (e ‘solo’ per gli effetti speciali), il suo genio registico non venne mai riconosciuto dall’ Accademia (quando Arancia Meccanica credo sia un capolavoro di regia con pochi eguali).
Anche Scorsese nella sua lunga carriera ha vinto un solo premio, per The Departed nel 2007, per carità bel film ma nettamente inferiore a Taxi driver o Goodfellas.
Discorso simile e molto ampio si potrebbe fare anche per gli attori e attrici, basti pensare che Al Pacino ha vinto solo un Oscar come migliore attore quando alcune sue interpretazioni magistrali sarebbero da mostrare a qualunque corso di recitazione.
Infine ho appena scoperto che il grande e immenso C’era una volta in America non ricevette nessun premio e nessuna candidatura, quando viene considerato un capolavoro anche da chi non ama il genere. Mi è stato fatto notare che negli USA arrivò nettamente tagliato ma questo basta per giustificare la totale assenza di riconoscimenti?
Qualcuno una volta mi disse ‘C’è chi aspetta i mondiali di calcio, io aspetto la notte degli Oscar’ e aveva ragione perché fanno imprecare e arrabbiare allo stesso modo.