Il Sospetto

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Il sospetto è uno di quei film che ti lascia un senso di vuoto e impotenza una volta terminata la visione. Sopratutto perché l’argomento trattato, la pedofilia, è uno di quei temi che generalmente colpiscono l’uomo nel profondo. Il regista, Thomas Vinterberg, ci mostra come un’accusa infondata, e lo spettatore lo sa dall’inizio, possa distruggere la vita di un uomo rispettato da tutta la comunità. Le parole di una bambina vengono subito considerate certe perché “i bambini hanno sempre ragione” e nessuno crede all’innocenza dell’uomo.

Vinterberg è bravissimo nel renderci partecipi di questa caccia (il titolo originale Jagten infatti significa Caccia e rende alla perfezione l’intera visione del filmall’uomo, in maniera quasi soffocante e opprimente; è semplice parteggiare per il protagonista, perché sappiamo che non ha commesso alcun reato, ma quante volte nella realtà ci ritroviamo dalla parte opposta? È molto più facile cadere nella trappola in cui cadono gli abitanti della comunità e accusare qualcuno senza nessuna prova certa. 

Infatti le sequenze finali dimostrano quanto sia in realtà difficile riuscire a superare un’accusa del genere, anche dopo la piena assoluzione.

Magistrale l’interpretazione di Mads Mikkelsen, attore danese che meriterebbe sicuramente ampi riconoscimenti, nel ruolo del protagonista disperato e turbato ma allo stesso tempo deciso a chiarire la sua innocenza.

Consiglio a tutti la visione di questo, per me, capolavoro, perché è una lezione di vita, oltre che un bellissimo film. A cui avrei anche dato l’Oscar come miglior film straniero nel 2014, al posto del nostro La grande bellezza.

“The world is full of evil but if we hold on to each other, it goes away.”

 

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